Luciano Longo: il ricordo di Adriano e di tutta la S.C. Trinità

Aveva stile Luciano Longo. Aveva uno stile inconfondibile in bicicletta, una postura che lo faceva apparire alto. Era un gran passista, come si diceva qualche anno fa, quando anche tra gli amatori le salite erano la regola (oggi i percorsi si sono alquanto appiattiti). Spingeva duro di rapporto, sapeva sprintare bene. Aveva stile anche nel senso che era uno di quei corridori che non ti mandavano facilmente a quel paese, non urlava in gruppo, non si agitava granché. Sapeva che correre da amatori è un serio divertimento, un inevitabile ripiego dell’età, quando i sogni di professionismo sono svaniti.

“Ciano”, come tutti lo chiamavano era stato un ottimo dilettante. Nel 1978, a 22 anni (era nato nel 1956), aveva vinto la Coppa Romita, all’epoca una classica “monumento” dei dilettanti. Correva in quella S. C. Fossano che, anche grazie a lui, al suo futuro suocero Beppe Bono in qualità di dirigente, grazie alla sponsorizzazione della Bongioanni sarebbe divenuta negli anni Ottanta e primi anni Novanta una squadra d’eccellenza nel panorama nazionale. Un brutto incidente lo aveva poi costretto ad abbandonare i dilettanti, ma non la bici. In pratica non ha mai smesso di correre tra gli amatori, vestendo anche la maglia della S. C. Trinità.

Era un vero appassionato, Ciano Longo. Non tifoso né dirigente: appassionato della bici attiva, del pedalare e del competere soprattutto. Si allenava sempre “seriamente”, non amava granché fare gruppetto per cianciare. Fossano, Salmour, Narzole, Benevagienna, Trinità, era il suo giro d’elezione, con velocità, progressioni, scatti da ripetere con serietà. E non era un serioso Luciano: amava la battuta, amava ricordare le battaglie vinte e perse. Da amatore ha corso tantissimo: me lo ricordo al Giro delle Valli Cuneesi, mi ricordo la rivalità con Peppo (Michele Pepino) e con Loreto Valenza, le mille fughe, il rapporto sul 13 che girava nonostante le gambe fini. “Ciao ragazzo”! Mi ha sempre chiamato così, perché ero arrivato al Fossano nel 1984, quando lui aveva appena smesso da dilettante. Più tardi, poteva essere l’89, capitò che andammo in fuga io, lui e Silvio Giordano in una corsa di Fossano a cui teneva molto e che arrivava in punta allo strappo di via Salmour. Io e Silvio eravamo compagni di squadra e lo “fregammo” scattando uno dopo l’altro. Quel giorno gli erano veramente “girate” e tante volte poi ci abbiamo scherzato su.

Ricordi. Solo ricordi. Ciano è scomparso lunedì primo maggio. In sei mesi è passato dalla vittoria della sua ultima corsa (a ottobre 2016) alla morte. Il ciclismo è una bella parentesi di vita, come tutte le faccende umane. Ma proprio per questo le passioni sono importanti, così come è importante fare le cose con cura e con stile.

Adriano Favole

LucianoLongo1974
Longo Luciano in azzurro ai campionati europei 1974 di Varsavia (Polonia) (www.museociclismo.it/)
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